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Ufficio stampa2025-12-22T09:56:05+01:00

Costruiamo insieme il progetto per la tua vita.

UFFICIO STAMPA

  • Premio di Studio “Franca Tonella Regis”

    Nel pomeriggio di domenica 16 novembre, presso il Centro Studi Turcotti alla presenza di Marinella Mazzone, presidente del Centro Turcotti, e Gianna Poletti, assessore alla Cultura, si è svolta la cerimonia di consegna del Premio di Studio “Franca Tonella Regis”, istituito dalla Società Valsesiana di Cultura per onorare la memoria della professoressa Tonella Regis, figura centrale della vita culturale valsesiana: per trent’anni insegnante di Italiano e Latino al Liceo “Gaudenzio Ferrari” e per quarant’anni Presidente della Società.

    Il premio, previsto dal bando per l’anno scolastico 2024/2025, è destinato a uno studente o una studentessa del Liceo Scientifico “Gaudenzio Ferrari” che si sia distinto per buoni risultati scolastici e per un interesse autentico verso le discipline umanistiche. Per questa edizione, la Commissione ha assegnato il premio a Silvia Casazza, diplomata nell’anno scolastico 2024/2025. Nel presentarla, la Presidente della Società Valsesiana di Cultura, Donata Minonzio, ha richiamato alcuni passaggi significativi della lettera con cui la studentessa si era rivolta alla Commissione, rivelando un percorso di crescita scandito da curiosità, rigore e passione. Nel corso del quinquennio liceale Silvia ha infatti maturato un interesse sempre più vivo per la letteratura e per la filosofia, riconoscendo in queste discipline non solo oggetti di studio, ma strumenti di comprensione del mondo e di sé. Un percorso fatto di studio, passione e amore che l’ha condotta alla scelta, espressa con convinzione, di iscriversi alla Facoltà di Lettere, proseguendo un cammino formativo che sente profondamente suo. Le parole delle sue docenti restituiscono l’immagine di una ragazza seria e impegnata, attenta alle dinamiche relazionali che sono intercorse tra i suoi pari durante i cinque anni di liceo; Silvia viene inoltre descritta come una giovane donna molto intelligente e profondamente sensibile e proprio questa sensibilità è stata la chiave che le ha permesso di entrare profondamente in risonanza ed empatia con il mondo della letteratura e della filosofia.

    La cerimonia è stata preceduta da un intenso concerto del maestro Bruno Tasso, che il Centro Studi Giovanni Turcotti ha voluto dedicare al ricordo della prof.ssa Tonella Regis. Il programma musicale (Beethoven, Schubert, Liszt) è stato molto apprezzato dal pubblico.

    Dopo la premiazione è stato letto un passo del racconto “I soldati e la bambina”, scritto da Franca Tonella e recentemente stampato dai figli Michele, Alberto e Agata come ricordo affettuoso della madre.

  • Consegna delle Borse di studio Togna

    Nella mattinata di giovedì 27 novembre, presso la Sala Congressi di Palazzo D’Adda, si è tenuta la cerimonia di conferimento della borsa di studio Maria Angela e Piergiacomo Togna.

    A introdurre l’evento la Dirigente Prof.ssa Angela Maria Vicario che ha concentrato il suo intervento sul fatto che la signora Togna, pur potendo godere della propria eredità, ha deciso di investire il capitale ricevuto sul futuro e sugli studi dei giovani con un atto di puro altruismo. A ciascuno studente, pertanto, è stata ricordata l’importanza di essere stato scelto per le sue qualità e l’importanza della fiducia che queste persone, che non ci sono più, hanno posto nel futuro dell’umanità.

    A ricevere questa borsa di studio Togna, anche quattro studenti del Liceo G. Ferrari di Borgosesia: Laura Godio ed Emma Balestrieri per l’indirizzo scientifico e Simona Fila e Giorgio Perazzi che hanno frequentato l’indirizzo di scienze umane. Nel corso dei cinque anni di studio tutti gli allievi si sono applicati con serietà, dedizione e sensibilità al loro percorso formativo, contribuendo ad arricchire la vita dell’Istituto non solo dal punto di vista didattico ma anche e soprattutto dal punto di vista umano.

    Emma Balestrieri si è dimostrata sempre disponibile alla collaborazione con i docenti e con i compagni, grazie alla sua sensibilità e alla sua capacità di confronto. Dal punto di vista strettamente scolastico l’alunna ha dimostrato ottime capacità intellettive, di ragionamento e di spiccata curiosità, in generale, verso ogni forma di cultura.

    Laura Godio si è sempre distinta nel corso dei cinque anni di liceo per la sua passione verso la conoscenza che l’ha condotta, insieme a un costante impegno nello studio, a risultati di eccellenza sia nelle materie scientifiche sia in quelle di ambito umanistico-letterario e che le hanno permesso di sviluppare un brillante spirito critico e creativo e una rara sensibilità personale.

    Simona Fila si è distinta per la costanza nello studio, la serietà nell’impegno quotidiano e la sua propensione a relazionarsi in modo equilibrato e rispettoso con compagni e docenti. La sua capacità di comprendere gli altri, la sua riservatezza, unita a un carattere amabile e disponibile, hanno contribuito a creare un clima collaborativo nel gruppo classe rappresentando un esempio di sensibilità.

    Giorgio Perazzi ha affrontato il suo percorso scolastico con passione, determinazione e uno sguardo originale sul mondo. La sua vitalità e curiosità intellettuale, la precisione nel lavoro e la capacità di analizzare la realtà con puntualità e rigore hanno arricchito la vita della classe e dell’intera comunità scolastica.

    Al termine della Premiazione, il Dirigente del Liceo G. Ferrari Prof. Carmelo Profetto, ha sottolineato che la scuola, attraverso gli studenti e le studentesse, rappresentano il futuro del territorio. Inoltre, il Dirigente, ha posto l’attenzione alla motivazione, comune a tutti, e che ha portato a questa selezione per merito. Al di là del profilo di studio, liceale, tecnico o professionale di provenienza, le qualità umane che contraddistinguono tutti gli studenti scelti, le abilità trasversali che ciascuno ha saputo mettere in capo, che ha sperimentato e consolidato anche nei rapporti interpersonali con i gruppi classe e con i loro docenti, sono quei tratti del carattere che spesso prevalgono, nel percorso di vita e per il reale successo formativo futuro.

    Il Liceo G. Ferrari ringrazia quindi le sue studentesse e i suoi studenti per la costanza, l’impegno e la passione profusi nel corso del loro ciclo di studi, che è stato un percorso arricchente anche dal punto di vista umano. Ai nostri giovani i migliori auguri affinché possano realizzare tutti i loro sogni futuri!

  • “Una Giornata da Geometra”: Vercelli accende il futuro dei giovani tra innovazione, lavoro e sostenibilità

    Il 27 novembre il complesso di Santa Chiara di Vercelli si è trasformato nel palcoscenico di una professione che non ha mai smesso di evolversi: tra droni, influencer, un supereroe-gattino e un collegamento live con il salone nazionale dell’orientamento, i giovani hanno scoperto che il geometra è il mestiere del futuro.

    Qui, infatti, è stata ospitata “Una Giornata da Geometra”, l’evento organizzato dal Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Vercelli con la collaborazione dell’Istituto Mercurino Arborio di Gattinara, con il patrocinio della Provincia e del Comune di Vercelli, ANCE e Giovani Imprenditori di Confindustria. Centinaia di studenti delle scuole medie e degli istituti tecnici di Vercelli, Gattinara, Crescentino, Biella e Novara hanno invaso laboratori, stand e aree dimostrative, pronti a scoprire cosa significhi davvero essere un geometra nel 2025.

    Al centro della giornata, laboratori e dimostrazioni hanno mostrato che il geometra di oggi non è più solo “misure, numeri e cantieri”, ma un professionista che lavora con droni, laser scanner, sistemi satellitari e software di progettazione digitale come il BIM (Building Information Modeling). Le aziende presenti – tra cui Ovest Sesia, Neocos, Bertini, Galloppini, Leica Geosystem, Spektre Trimble e molte altre – hanno mostrato tecnologie di ultima generazione, facendo toccare con mano come il geometra sia oggi una figura chiave nella progettazione sostenibile, nella riqualificazione energetica, nella sicurezza sismica e nella rigenerazione urbana.

    Il momento più atteso dai ragazzi? L’arrivo di Mr GeoCAT, il simpatico supereroe-gattino diplomato all’indirizzo C.A.T., capace di effettuare rilievi dettagliati in pochissimo tempo, progettare case eco-sostenibili e dirigere cantieri in totale sicurezza. Con il suo caschetto e i suoi super poteri, GeoCAT ha trasformato nozioni tecniche in un racconto divertente e accessibile, mostrando che il percorso “Costruzioni, Ambiente e Territorio” può aprire le porte a una carriera dinamica, moderna e ricca di opportunità. Per rendere il messaggio ancora più fruibile e per parlare ai giovani con il loro linguaggio sono saliti sul palco i gemelli influencer Marco e Mattia e la geometra Martina Oliva, volto noto del programma “Case a Prima Vista” su Real Time che hanno raccontato di una professione che oggi unisce con intelligenza e professionalità cantieri reali, contenuti digitali, tour virtuali, consulenze online e social media, dimostrando che un geometra può costruire la propria carriera anche nel mondo della comunicazione, dell’edilizia e, perchè no, dell’immobiliare.

    Uno dei momenti centrali della mattinata è stato il collegamento in diretta con il salone Job&Orienta di Verona, il più importante evento nazionale dedicato all’orientamento scolastico e professionale, in programma dal 26 al 29 novembre 2025. Il presidente del Collegio di Vercelli, Gianmario Avetta, insieme al professor Angelo Aronica, ha realizzato un live con i consiglieri nazionali presenti allo Spazio Geometra di Verona Fiere, allestito dalla Fondazione Geometri Italiani con il patrocinio del Consiglio Nazionale Geometri. Grazie a questo collegamento, i ragazzi di Vercelli hanno potuto sentirsi parte di una rete nazionale che lavora per far conoscere ai giovani le opportunità offerte dal percorso C.A.T. e dalla laurea professionalizzante LP-01, il titolo universitario che abilita direttamente alla professione di Geometra Laureato.

    I dati parlano chiaro: oltre il 50% dei diplomati in indirizzo tecnico-geometra trova occupazione in poco tempo, con un tasso di superamento dell’esame di Stato superiore all’80% e le previsioni al 2026 indicano una crescita significativa della domanda di tecnici specializzati, spinta dalle grandi sfide del PNRR, della riqualificazione energetica, della sicurezza antisismica, della rigenerazione urbana e della digitalizzazione del patrimonio immobiliare. Il geometra trova oggi impiego in studi professionali, imprese di costruzione, società di ingegneria, uffici tecnici di comuni, province ed enti pubblici, agenzie immobiliari, catasto, gestione patrimoniale e servizi di certificazione energetica.

    Durante la mattinata, il presidente Gianmario Avetta e il consigliere Andrea Romoli hanno consegnato borse di studio agli studenti più meritevoli dei percorsi C.A.T. e Legno, sottolineando come la preparazione tecnica sia oggi un trampolino di lancio verso una carriera in rapida crescita. A riceverle sono stati: Lorenzo Broglia Patron per la classe 5 A; per la 4 A Christian Biasi; Paolo Vecchio della 4 B e, infine, per la 3 A  Zineb El Fal.

    Le istituzioni presenti – il presidente della Provincia di Vercelli Geometra Davide Gilardino e il sindaco Avvocato Roberto Scheda – hanno ricordato quanto gli uffici tecnici di comuni, province ed enti pubblici facciano fatica a reperire geometri qualificati per seguire lavori pubblici, piani urbanistici e interventi legati al PNRR.

    Ampio spazio è stato dedicato al “dopo diploma” con l’intervento dell’Università di Pavia e del corso TedCAT, laurea professionalizzante LP-01 che forma la figura del Geometra Laureato: questo percorso – lo stesso al centro della tavola rotonda nazionale di Job&Orienta a Verona – prepara professionisti in grado di inserirsi nella filiera dell’edilizia e delle infrastrutture sia come liberi professionisti, sia come tecnici in aziende, pubbliche amministrazioni e società che si occupano di transizione energetica, gestione delle infrastrutture, BIM e digitalizzazione del costruito.

    In conclusione, “Una Giornata da Geometra” ha dimostrato che questa non è una professione del passato, ma un mestiere dinamico, al centro delle sfide più attuali: ambiente, energia, sicurezza, città intelligenti e mondo digitale.

    Il collegamento con Job&Orienta di Verona ha reso evidente che il territorio vercellese è parte di una rete nazionale che investe sui giovani e sulle competenze tecniche, offrendo percorsi concreti, moderni e con solide prospettive occupazionali.

    L’ l’indirizzo C.A.T. è una porta aperta sul futuro sia per chi ha già conseguito il diploma, sia per chi è ad un passo dalla scelta della scuola superiore.

  • Conferenza su Galielo al Liceo Scientifico G. Ferrari

    Martedì 18 novembre, presso il Liceo “G. Ferrari” di Borgosesia, è stata organizzata una conferenza su Galileo Galilei, il famoso scienziato italiano, intitolata “Galileo, il padre della scienza moderna”.

    La conferenza è stata tenuta dal Prof. Giorgio Urban, storico docente che ha insegnato al Liceo Scientifico per più di venti anni, ora in pensione.  L’incontro era rivolto gli alunni di 2A, 2B, 3A, 3B e 4A del Liceo Scientifico. Il professore ha sottolineato il contributo di Galileo nello sviluppo del metodo scientifico, basato sull’osservazione, la misurazione e la formulazione di leggi fisiche. Ha poi esplorato la vita e le opere di Galileo, con particolare attenzione alle sue scoperte scientifiche e alle difficoltà che lo hanno interessato.

    La conferenza ha affrontato temi come il sostegno di Galilei alla teoria eliocentrica di Copernico e il conflitto con l’Inquisizione, le osservazioni dello scienziato con il cannocchiale, la scoperta dei satelliti di Giove, delle macchie solari e delle leggi sulla caduta dei gravi. Sono stati anche ricordati alcuni scritti di Galileo, in particolare il Sidereus Nuncius e il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo.

    Ma non si è trattato solo di una lezione teorica: infatti, per spiegare alcune delle scoperte di Galileo, il professore ha fatto degli esperimenti utilizzando alcuni strumenti scientifici del laboratorio di fisica del Liceo. La conferenza è stata un’opportunità, per gli studenti, di approfondire la conoscenza di uno degli scienziati più importanti della storia. Un sentito ringraziamento, pertanto, al Prof. Urban per averli accompagnati in questo viaggio.

  • In occasione delle giornate FAI d’autunno, che si sono svolte nel weekend dell’11 e 12 Ottobre a Riva Valdobbia, ad Alagna e a Balmuccia, sono stati aperti e resi visitabili il Teatro della Società di Mutuo Soccorso e Beneficenza di Riva Valdobbia, il Teatro dell’Unione Alagnese e il teatro di Balmuccia.

    Con alcuni miei compagni e studenti di altre classi sono stata coinvolta come “cicerone” nella sede di Riva Valdobbia: il nostro ruolo è stato quello di far conoscere ai visitatori come società e cultura siano un binomio inscindibile, fondamentale anche nella storia ormai secolare della Società di Mutuo Soccorso e Beneficenza, nata per iniziativa e volontà di un ristretto gruppo di ventiquattro giovani ma divenuta rapidamente progetto corale di un’intera collettività. Nel 1893 si cominciarono a gettare le fondamenta di un sodalizio che si prefiggeva di assistere moralmente e materialmente i soci nel momento nel bisogno e il 26 dicembre 1897 con un atto ufficiale nacque la Società. Fu infatti costruito un luogo che potesse ospitare i malati e in più offrire delle aule scolastiche, sale per riunioni e per organizzare eventi di vario genere; si ebbe così il teatro più bello dell’Alta Valle.

    Un’intera comunità si mise a disposizione: chi donò il terreno, chi investì soldi nel progetto; la maggior parte donò la propria mano d’opera, insomma tutti contribuirono in qualche modo. Il teatro, quindi, non è solo un luogo di divertimento e svago, ma rappresenta il lavoro svolto dagli abitanti di Riva Valdobbia cent’anni fa.

    Personalmente ritengo che sia stata un’attività davvero molto piacevole e costruttiva, in quanto ho avuto la possibilità di condividere e trasmettere ciò che ho appreso su questa importante e fondamentale società. Inoltre è stata occasione di approfondire informazioni storiche del passato non solo per cultura personale o ai fini di un’interrogazione, ma per condividere le mie conoscenze con altre persone. Sicuramente è un’esperienza molto coinvolgente che rifarei volentieri e che consiglio ad altri studenti di provare.

    Matilde Cavicchini 4A

    Il teatro di Riva Valdobbia fu inaugurato nel 1897 dai componenti della società: è un edificio esternamente in pietra, mentre gli interni sono decorati da arredi come divani, specchi e affreschi sulle pareti. L’ambiente è elegante e confortevole, poiché il teatro era progettato come luogo di ritrovo e svago. Al secondo piano si trova la sede della società di Mutuo Soccorso: fu costituita con il proposito di migliorare le condizioni di vita dei soci aderenti, dei loro  familiari e di quelle persone che versavano in particolare stato di bisogno. Nel corso degli anni il locale è stato adibito a museo, così che le persone potessero conoscere le antiche attività della valle. A pochi passi dalla struttura vi è la chiesa di “San Michele”, conosciuta non solo per la presenza di due campanili ma anche per gli affreschi che decorano la facciata principale esterna: “il giudizio universale” e “San Cristoforo”, entrambi dipinti da Melchiorre d’Enrico.

    Le giornate FAI hanno avuto un riscontro positivo nell’ottica dei ragazzi che, grazie alla grande affluenza di pubblico, hanno avuto modo di interagire con vari gruppi di visitatori ai quali hanno potuto dimostrare la loro preparazione. L’esperienza ha permesso ai ragazzi di mettersi in gioco vincendo la timidezza, imparando e facendo imparare agli spettatori il valore di ciò che veniva presentato.

    Si rivela, dunque, come le iniziative del FAI non siano solo un motivo d’orgoglio per il territorio, ma anche per il pubblico e per i ciceroni poiché permettono di incontrare tante persone che condividono la passione per l’arte, la natura e la cultura.

    Chiara Rossi, classe 4SB

  • Parte I – L’Irlanda che ci accoglie

    Non pensavo fosse possibile amare una sveglia alle sei del mattino: il freddo, il buio, il vento. Probabilmente solo perché non ero mai stata a Dun Laoghaire prima d’ora. Ogni giorno la stessa routine al risveglio: un buongiorno sussurrato alle compagne, i passi intrecciati nei turni per il bagno, il profumo del latte e del pane tostato a segnare l’inizio. Era così radicata dentro di me da modificare, in una sola settimana, le abitudini di una vita. Uscire di casa a quell’ora, vedere il sole sorgere, sapere che sarebbe stato un giorno nuovo…Lascerei ogni cosa per ritornare in quel sogno.

     Il mattino non era solo formativo dal punto di vista didattico, era una prova di coraggio per ognuno di noi: dovevamo scegliere il pullman giusto, controllare gli orari, chiedere informazioni e in caso, spesso, andare a piedi. Era una sfida anche solo arrivare a scuola! Questo perché il nostro bus, il caro “7A” spesso si sentiva libero di osare: a volte non si fermava ai nostri gesti, altre volte, più ribelle, decideva di non presentarsi neanche. Nonostante questo, siamo sempre arrivate con un anticipo di venti minuti, perché sì di corsa, ma in ritardo mai!

     Ad aspettarci a scuola, c’erano le nostre due insegnanti: Manuela Ragazzo ed Elisa Beltrame, a cui dobbiamo un ringraziamento speciale, soprattutto per la presenza costante durante tutta l’esperienza, per qualsiasi problema.

    Quei giorni così ordinati, pieni di piccole sfide, non erano solo lezioni di inglese o puntualità. Erano lezioni di vita: di adattamento, di responsabilità e di pazienza. Non mi hanno aiutato solo a sbloccarmi con la lingua, ma a scoprirmi in un nuovo contesto, differente dalle mie abitudini e che, proprio per questo, mi ha aiutato a crescere.

    Fantasia e creatività erano la base di ogni giornata: qui le ore in classe erano tutt’altro che frontali. Un giorno si usciva per un’intervista, il giorno dopo si inventava una storia, e quello dopo ancora si parlava della storia della Nazione ascoltando musica. Ogni momento è inciso in me, come se appartenesse a un album da copertina. Dentro questo libro immaginario vivono esperienze, foto, ricordi. All’esterno, in grande esposizione, restano i luoghi e gli insegnamenti che mi hanno cambiata. È possibile, in una sola settimana, innamorarsi? Perché se davvero esiste il colpo di fulmine, allora l’ho trovato qui, dove il vento profuma di libertà.

    L’Irlanda sarà anche molto nuvolosa, spesso con sbalzi climatici improvvisi; ma rimane casa. Ci sono paesi in cui tutto funziona e la gente sorride, come ci diceva una donna irlandese:”dove tutti passano con il verde”. Ma non sarà mai la mia Irlanda: dove si passa col giallo e a volte anche col rosso. Dai mattini freddi, dai pullman imprevedibili, dai tramonti indimenticabili.

                                                                                                                         Charlotte Mora

     

    Parte II – L’Irlanda che ci attraversa

     Appena arrivati, mi sembrava di essere su un altro pianeta. Tutto correva a un ritmo diverso, le abitudini erano nuove, persino il modo di fare delle persone. All’inizio, lo ammetto, mi sono sentita un po’ persa, ma più che difficile, direi che è stata un’esperienza… elettrizzante! Non facevo in tempo a meravigliarmi per qualcosa, che subito ne succedeva un’altra ancora più sorprendente. Era come se ogni giorno avesse una lezione da insegnarmi, una di quelle che ti entrano dentro senza che te ne accorga subito. Forse è proprio questo il bello di queste avventure: quel senso di smarrimento iniziale che, però, ti spinge a metterti in gioco, ad aprirti, a imparare a vivere il mondo in un modo completamente nuovo. E, nel farlo, finisci per scoprire qualcosa di nuovo anche su te stesso.

    Se chiudo gli occhi e penso a cosa mi porterò davvero nel cuore, non sono le escursioni organizzate, i tour guidati o le mille foto scattate. No, sono solo due cose, ma così grandi da riempire tutto: i legami e l’accoglienza. I legami che si sono creati con le altre ragazze sono stati qualcosa di speciale, quasi un’ancora di salvezza. Ridevamo di tutto, anche delle cose più assurde e fuori posto. Condividevamo emozioni forti, ansie nascoste, risate incontenibili, imprevisti di ogni tipo. Stare nella stessa stanza, vivere insieme ogni singolo momento – anche le piccole difficoltà – ha creato una complicità unica. In quei giorni, eravamo più che semplici compagne: eravamo alleate. È incredibile come sia bastato così poco tempo per sentirci così incredibilmente vicine e poi c’era lei, la nostra host mum. Una donna dolcissima, con un sorriso delicato e una presenza rassicurante. Mai invadente, ma sempre pronta ad aiutarci, si vedeva che ci teneva davvero. Era lì, a tavola, quando tornavamo stanche, quando avevamo bisogno di una parola di conforto o semplicemente di qualcuno che ci ascoltasse. Ricordo ancora le serate passate a chiacchierare dei suoi figli o delle nostre famiglie in Italia. Anche nei momenti di silenzio, trovava sempre il modo di metterci a nostro agio, di rompere quel piccolo imbarazzo che a volte si crea quando non sai bene cosa dire. E poi, l’ultima sera, quando meno ce lo aspettavamo, ci ha regalato un braccialetto. Un piccolo oggetto, ma carico di significato. diventato subito così importante.

    I pomeriggi trascorsi a ridere sui mezzi di trasporto, schiacciati tra borse e battute, o a sbuffare per una destinazione che sembrava non arrivare mai, sono diventati ricordi preziosi. Ogni spostamento è stato parte del viaggio: c’erano attese interminabili e coincidenze mancate, certo, ma anche sguardi fuori dal finestrino pieni di aspettativa, con la musica nelle cuffie a fare da colonna sonora. Una volta arrivati, ci attendevano sorprese di ogni tipo. Visite guidate che, contro ogni previsione, sono riuscite a catturare la mia attenzione – io, che di solito mi distraggo dopo tre minuti. Passeggiate senza meta ci hanno portato a scoprire angoli nascosti, bar con profumi invitanti e negozietti che sembravano usciti da una cartolina. Ogni vicolo era una piccola avventura, ogni insegna un invito a fermarsi.

    E poi anche la natura. Quella vera, che ti lascia senza parole. La meraviglia di trovarsi davanti a paesaggi che sembravano appartenere a un altro mondo, lontani da tutto ciò che conosciamo. Abbiamo visto un cervo avvicinarsi a noi con grazia, e foche adagiate sugli scogli. Erano immagini da documentario, ma noi eravamo lì, in prima fila.

    C’erano anche le sere, piene di chiacchiere e stanchezza, ma non del tipo di voler spegnere tutto, quella che senti quando sai di aver vissuto tutto fino in fondo.  Questa non è stata semplicemente una settimana lontana da casa. È stato un viaggio dentro me stessa.

    Friscia Ilaria

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