Giornate FAI d’autunno per gli studenti dell’Istituto Ferrari – Mercurino
In occasione delle Giornate FAI d’Autunno, gli studenti del Liceo delle Scienze Applicate e
dell’Istituto per Geometri “Mercurino Arborio” di Gattinara si sono trasformati in apprezzati
apprendisti Ciceroni, accompagnando i visitatori alla scoperta delle bellezze del borgo
rurale di Lovario e Bastia. Tra le tappe del percorso, la Chiesa Parrocchiale di San
Bartolomeo, risalente al XVII secolo con facciata rifatta nel 1755, sorta ampliando la
struttura quattrocentesca primitiva e invertendone l’orientamento originale. L’edificio, che si
presenta con una spaziosa pianta longitudinale a navata unica, fu abbellito all’interno con
un pulpito in scagliola e una spettacolare cantoria, con fastigi di fiori dipinti sul parapetto
ligneo. All’esterno, sotto l’ampio porticato, i ragazzi hanno illustrato con passione e dovizia
di particolari gli stucchi e i dipinti legati alle figure del Santo Patrono, della Beata Panacea
e del Cardinale Carlo Borromeo. Grande interesse e curiosità hanno suscitato l’antistante
ossario neoclassico del 1822, divenuto monumento ai caduti di una strage partigiana e il
suggestivo cimitero storico, dietro la chiesa, dove è stato possibile ammirare una cappella
in raffinato stile Liberty, opera del famoso architetto valsesiano Costantino Gilodi.
Non solo chiese, pale d’altare, affreschi e Santi. In questo FAI d’autunno gli apprendisti
ciceroni e i visitatori hanno potuto visitare la casa del benefattore Frascotti, ora della
famiglia del pittore valsesiano Ermanno Zamboni. La casa, facente parte dell’antico
bastione è stata arredata e decorata in modo eccelso dallo stesso pittore ma ha
affascinato soprattutto per l’esposizione interna delle opere non solo pittoriche che
venivano descritte in modo sapiente dai ragazzi del Liceo delle scienze applicate di
Gattinara. I visitatori in modo discreto hanno espresso la stima nei confronti del maestro
che era presente durante le due giornate. Tanti gli ex studenti del Professore Zamboni che
hanno avuto piacere di salutarlo e ricordare aneddoti legati alla scuola. Lo stesso pittore
era sorpreso delle tante persone che hanno visitato la sua casa ma soprattutto della
dimostrazione d’affetto e di stima per il suo lavoro. Difficile descrivere in poche parole il
lavoro di un uomo che ha dedicato la sua vita all’arte e che ancora oggi con i suoi, appena
compiuti, 94 anni continua a dipingere. Le opere presenti, facenti parte della casa stessa
(trompe l’oeil, murales, dipinti, incisioni e sculture) hanno mostrato l’evoluzione della
ricerca dell’autore. Il soggetto principale delle sue opere è la luce, notturna della luna o
quella forte del sole dell’alba che illumina le sue presenze femminili prima diafane e poi
come presenze marmoree inserite in un contesto surreale e metafisico. Non meno
misteriose e cariche di simboli le nature morte e i paesaggi innevati frutto della memoria.
Un sentito ringraziamento va fatto ai ragazzi del Mercurino che, sotto la sapiente guida
della Prof.ssa Samanta Viazzo, hanno saputo animare queste Giornate FAI con
competenza, grazia e una passione unica e contagiosa. Grazie a loro, la bellezza della
chiesa di Lovario e la magia delle opere del maestro Zamboni sono arrivate dritte al cuore
di tutti i visitatori.










